- che cè?
- non so.
- Dai che cè?
- Mmmh.
- Mmmh?
- Disagio.
- Disagio?
- Sì, mi sento a disagio.
- Perché?
- Non lo so.
- È questa stanza forse?
- Non è la stanza. Ti dico che non lo so.
- Se non lo sai come fai ad escludere la stanza? Potrebbero essere le luci. La musica forse?
- No. Sono io che sono a disagio. Non sono le cose a farmi sentire a disagio.
- Beh, generalmente quando ci si sente a disagio, cè qualcosa, qualcuno che mette in questa condizione di malessere.
- Io non ho parlato di malessere. Ho detto disagio, non malessere.
- Vabbè ma il disagio è una forma di malessere. Tu stai male?
- Sto a disagio. Hai presente lagio che ti dà una sedia comoda, una bella canzone, una sigaretta al momento giusto?
- Sì, penso di sì.
- Ecco. Lesatto contrario.
- Mmmh. Quindi è come se fossi scomodo? Messo in una cattiva posizione?
- Diciamo di sì. Sono in una cattiva posizione.
- Ti ci sei messo tu? Ti channo messo? Ti ci sei trovato?
- Non volevo trovarmici. Dicevo fosse sbagliato trovarcisi. E alla fine mi ci sono messo. A disagio. Ma inconsapevolmente.
- Capisco. O ci provo.
- Se non riesco io. Non vedo come possa riuscire tu.
- Dicono io sia qui per questo. Non credi?
- .
- bah.
- Cosa ci vorrebbe per toglierti da questa situazione? Lo sai?
- Credo mi ci vorrebbe uno specchio, per passarci attraverso.
- Eh?
- Sì, per diventare lopposto di quello che sono. Il mio riflesso allo specchio. Un po come in quel dylan dog, che chissà a quale film si ispira.
- Quindi non ti piace come sei?
- Se parliamo di immagine, mi vado bene.
- Non ti piaci dentro.
- Non ho detto questo.
- Allora?
- Allora vorrei essere lopposto di quello che sono, non ho detto che quello che sono non mi piace.
- Non ti seguo molto.
- Ma infatti non mi sembra di averti chiesto io di venire qua.
- Sei il solito.
- Lo so.
- Ti aspetti qualcosa?
- Ma da chi?
- Che ne so? Dal domani, da te, da qualcuno?
- Mmmh.
- ?
- no. Non mi aspetto granchè.
- Ma da chi?
- Da nessuno. Da me mi aspetto un paio di cose. Da domani me ne aspetto tante.
- Hai sonno vero?
- Un po. Sì.
- Vuoi che ti lasci dormire?
- Uguale.
- Sì o no? Rispondi e prendi una decisione.
- Non sono bravo a decidere. Mi preoccupo di non far danno e poi finisce sempre che lo faccio.
- Non mi sembra di averti posto una domanda complessa.
- Daccordo. Lasciami dormire.
- Come vuoi. Notte.
- Notte.